Letti i due post sul valore del contesto, non posso altro che essere completamente d'accordo...premetto che al liceo a matematica andavo molto bene ma sicuramente perchè mi era stata spiegata in modo adeguato...senza un contesto poco si può fare nella vita...nemmeno curare una persona se ci si pensa bene...cos'è sennò l'anamnesi che stilano in ospedale se non il tentativo di avere uno sguardo sul contesto del paziente? Beh, dubito che senza di esso qualche medico darebbe una medicina che può provocare un effetto ancor più distruttivo della malattia stessa che si vuole curare...il contesto ti fa avere in ogni situazione una visione ampia di ciò che ti trovi davanti, senza di esso saremmo persi...e questo vale per ogni cosa, più di tutto per lo studio: come si fa a comprendere a pieno le opere e il messaggio di un autore se non lo inquadri nel contesto della sua corrente letteraria o del suo tempo? come faresti a capire la trascrizione del dna se non sei perfettamente inserito nel suo contesto?...cosa sarebbe un Manzoni, un Leopardi o come faresti a capire un Giotto se non hai idea della loro vita, della loro esperienza o del tempo in cui vivevano? la Divina Commedia, senza il contesto, sarebbe solo una placida storiellina senza significato, sarebbe solo un racconto di fantasia...beh, è chiaro che è ben altro che questo...per questo il contesto ha un gran valore, perchè con esso riusciamo a goderci a pieno ciò che leggiamo, guardiamo e viviamo....
venerdì 18 luglio 2008
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