domenica 20 luglio 2008

Commento al corso.....

Beh, le lezioni sono finite già da un pò, siamo alla fine delle sessione estiva degli esami, ma mi sembrava doveroso esprimere un giudizio su questo corso d'informatica...beh, la cosa che mi ha fatto sicuramente più piacere di questa esperienza, seppur da me portata avanti a singhiozzo, è stata la possibilità di riflettere su molti temi: il rapporto medico-paziente, la relazione che può esserci fra vari studenti della stessa facoltà, il contesto e il suo valore...bello e interessante è stato scoprire cose nuove del web, tipo twitter, o del.icio.us, cose di cui nemmeno conoscevo l'esistenza...conoscere vari aspetti delle altre persone che mi trovo accanto ogni giorno a lezione...e non ultimo il fatto che ora dispongo di un blog tutto mio, che altrimenti un pò per pigrizia, un pò per timidezza molto probabilmente non avrei mai aperto...insieme a questo corso vorrei inserire l' ade sui software open source, un' esperienza forse ancora più divertente perchè più intensa...bello è stato scoprire come nel web ci siano tante risorse gratuite e dal potenziale davvero molto alto...per il resto penso che un'esperienza come questa non debba morire poichè come è stata utile a noi così lo potrà essere per altri....io da parte mia mi tengo stretto il mio blog e cercerò di scriverci il più possibile anche nel prossimo futuro...grazie a tutti voi, a quelli che conosco direttamente, a quelli che ho imparato a conoscere tramite il loro blog e anche a quelli che non conosco, ma di cui ho sbirciato i pensieri per avermi accompagnato in questo corso...un abbraccio caloroso a tutti!!! ciao!!! bacione...

venerdì 18 luglio 2008

Il valore del contesto

Letti i due post sul valore del contesto, non posso altro che essere completamente d'accordo...premetto che al liceo a matematica andavo molto bene ma sicuramente perchè mi era stata spiegata in modo adeguato...senza un contesto poco si può fare nella vita...nemmeno curare una persona se ci si pensa bene...cos'è sennò l'anamnesi che stilano in ospedale se non il tentativo di avere uno sguardo sul contesto del paziente? Beh, dubito che senza di esso qualche medico darebbe una medicina che può provocare un effetto ancor più distruttivo della malattia stessa che si vuole curare...il contesto ti fa avere in ogni situazione una visione ampia di ciò che ti trovi davanti, senza di esso saremmo persi...e questo vale per ogni cosa, più di tutto per lo studio: come si fa a comprendere a pieno le opere e il messaggio di un autore se non lo inquadri nel contesto della sua corrente letteraria o del suo tempo? come faresti a capire la trascrizione del dna se non sei perfettamente inserito nel suo contesto?...cosa sarebbe un Manzoni, un Leopardi o come faresti a capire un Giotto se non hai idea della loro vita, della loro esperienza o del tempo in cui vivevano? la Divina Commedia, senza il contesto, sarebbe solo una placida storiellina senza significato, sarebbe solo un racconto di fantasia...beh, è chiaro che è ben altro che questo...per questo il contesto ha un gran valore, perchè con esso riusciamo a goderci a pieno ciò che leggiamo, guardiamo e viviamo....

lunedì 14 luglio 2008

I care...gli altri chissà...(sempre in straritardo)

Perso nello studio di istologia ho fatto una pausa e leggendo il giornale mi sono soffermato su un articolo che parlava della clinica Santa Rita di Milano....beh penso che tutti voi siate al corrente della vicenda...che dire, se non, da aspirante medico, che mi vergogno...e il pensiero è andato subito al seminario "I care"...se è vero che al mondo esiste per ogni cosa il suo controaltare, il suo opposto, beh niente come l'I care può essere all'opposto di questa vicenda di mala sanità...il seminario aveva lo scopo di entusiasmare, stupire, appassionare noi tutti con il suo contenuto, e il suo messaggio di allegria...la storia di Don Milani, la sua esperienza, il suo coraggio sono da tutti apprezzati, perchè per prima cosa è stato innovativo, e raramente chi è innovativo non è apprezzato, poi perchè la forza e il peso del suo messaggio sono tali che difficilmente possono non essere apprezzati...la vera svolta del messaggio di "I care" è quella di far capire che un sorriso, uno scherzo, possono salvare qualcuno, che la gioia, l'allegria possono essere meglio di qualsiasi molecola chimica di un farmaco...l'empatia ecco cosa deve avere un medico...ma addirittura rilancio, non solo un medico: come diceva Virgilio in una sua opera filosofica (scusate, ma avendo fatto il classico mi vengono sempre in mente queste citazioni) il virtuoso è colui che è saggio, capisce chi gli sta davanti, lo sa rincuorare e agisce non solo per il bene personale, ma anche per quello della collettività che si pone nelle sue mani eleggendolo a guida e a capo...e cos'è il medico se non colui al quale il paziente si abbandona nel momento del bisogno...e se il medico in tale situazione fa scappare un sorriso al paziente che ha di fronte, e lo mette a suo agio, non è praticamente matematico che ciò sarà solo di giovamento per entrambi? bene, nel nostro piccolo tutti dovremmo essere un pò clown, con la dovuta attenzione ovviamente e tutti i medici dovrebbero come minimo avere a cuore il paziente, anche se per i pochi minuti durante i quali lo avranno davanti...niente è più doloroso dell'indifferenza...bene, I care, altri forse no, altri sicuramente si, altri (v. quelli della suddetta clinica) no...a discrezione di ognuno, con la speranza che tutti però abbiano questo bel motto in testa...

mercoledì 2 luglio 2008

Questi giorni...

Eccomi ancora quà, a studiare come un forsennato istologia, senza più il sollievo di una bella partita di calcio degli europei a darmi una scusa per fare una pausa, con un piccione che ha placidamente deciso di stabilirsi sul terrazzo di casa mia, ovviamente senza il mio consenso, e con il caldo che non mi dà tregua...devo iscrivermi in palestra, ma quando trovo il tempo? a meno di un mese dall'esame di istologia, ma anche di genetica, e alla partenza per Ios con i miei amici....mmm, ho decisamente finito la voglia di stare sui libri, ma vabbè che ci vuoi fà, ho voluto la bicicletta? ora devo pedalare...vabbuò torno a studiare...ciao, ciao...